Glossario del Corano · accettato

يُلَاقُوا

incontro all’incontro

Modulo III لَاقَى: entrare pienamente o reciprocamente nell'incontro.

Ambito lessicale

Ambito: insieme curato di segmenti · Occorrenze: 3

Radici: لقي

Lemmi: يلاق

Forme: يُلَٰقُ

Selezione di esempi tratti dalle occorrenze (3 su 3)

Visualizzazione completa delle occorrenze nell'ambito secondo l'ordine del Corano. Totale: 3.

43:83

فَذَرْهُمْ يَخُوضُوا۟ وَيَلْعَبُوا۟ حَتَّىٰ يُلَٰقُوا۟ يَوْمَهُمُ ٱلَّذِى يُوعَدُونَ

52:45

فَذَرْهُمْ حَتَّىٰ يُلَٰقُوا۟ يَوْمَهُمُ ٱلَّذِى فِيهِ يُصْعَقُونَ

70:42

فَذَرْهُمْ يَخُوضُوا۟ وَيَلْعَبُوا۟ حَتَّىٰ يُلَٰقُوا۟ يَوْمَهُمُ ٱلَّذِى يُوعَدُونَ

motivazione lessicale interna al Corano

Un’unica operazione in tutta la famiglia

Non è il contesto a cambiare il significato. لقي conserva un’unica operazione spaziale-relazionale, l’incontro, e la morfologia determina come venga denominata ogni occorrenza.

L’invariante è l’incontro: un partecipante o un tema trasferito entra in contatto operativo o in presenza con una controparte, un destinatario, una destinazione, una superficie, una condizione, un evento o una direzione. Il versetto circostante identifica partecipanti e circostanze; non sostituisce tale relazione con un nuovo significato lessicale.

La morfologia profila lati diversi di quell’unica operazione. Le Forme I e III denominano direttamente l’incontro. La Forma II presenta al destinatario ciò che entra in incontro con lui. La Forma IV getta un tema nell’incontro con una destinazione. La Forma V denomina il lato ricettivo come ricevere. La Forma VIII denomina l’incontro reciproco, mentre i participi denominano i partecipanti che incontrano, gettano o ricevono.

Il contrasto tra 27:6 e 2:37 rende visibile il metodo. In 27:6, la Forma II passiva تُلَقَّى presenta il destinatario come colui al quale viene presentato il Corano. In 2:37, la Forma V attiva تَلَقَّى presenta Adamo mentre riceve parole. Lettere superficialmente simili non autorizzano un’unica glossa inglese indifferenziata; la forma e la diatesi registrate determinano quale lato dell’incontro viene profilato.

Il nome تِلْقَاء denomina la direzione, la direzione in cui si colloca un incontro. Il moto o una preposizione possono quindi produrre un movimento verso tale direzione o un’origine da essa senza trasformare ‘verso’, ‘di fronte’ e ‘secondo’ in significati concorrenti del nome stesso.

Fonti del testo primario